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- ilpardo

Benvenuto sul Blog del Club Il Pardo.

In questo Blog sarà possibile dare spazio a domande sul proprio allenamento con interazione diretta con gli istruttori dello staff,

Saranno pubblicati articoli e suggerimenti per un corretto allenamento, informazioni e approfondimenti dal mondo del fitness, in cui tutti saranno liberi di inserire commenti e attivare discussioni.

Se avete dubbi o avete bisogno di suggerimenti, non dovete fare altro che postarli in questo blog e avrete le risposte che cercate oltre che alle informazioni dirette per quanto riguarda  promozioni o eventi organizzati dal Pardo.

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BUON DIVERTIMENTO E BUON ALLENAMENTO !!!

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28 apr 2011

ALCOL…

- ilpardo

 

ATTENZIONE

I dati che seguono sono da considerarsi sempre validi ogni qualvolta si assuma alcol, pur restando inteso che gli effetti sono sempre reversibili se l’assunzione di etanolo è saltuaria e occasionale come possono essere serate con gli amici o uscite in discoteca. Quanto segue non vuole essere “terrorismo” anti-alcol ma solo un occasione per rendersi edotti di cosa accade al nostro organismo quando si fa uso di questa sostanza. Ovvio che l’uso continuo e non più occasionale,  prolungato nel tempo e in grandi quantità, può facilmente essere causa di gravi patologie sia fisiche sia mentali.

“In media stat virtus”

 

L’alcol, anche meglio definito come etanolo, oltre a poter figurare tra le droghe (ebbene si: per i suoi effetti può essere considerato tale) è anche un macronutriente. A differenza di carboidrati, grassi e proteine; per le sue caratteristiche fisico-chimico l’etanolo non può essere conservato dal corpo e per questa ragione occorre che sia metabolizzato con precedenza assoluta su qualunque altro nutriente, pur apportando una grande quantità di calorie ma un bassissimo livello nutritivo.

Il nostro amico alcol/etanolo ha una notevole capacità di alterare i neurotrasmettitori che in continuazione viaggiano nel nostro corpo per regolare tutte le nostre funzioni (automatiche e volontarie) e di conseguenza anche quelle che regolano  la nostra composizione corporea e le varie densità di massa sia questa la muscolare o la lipidica.

Come prima ho scritto l’alcol è un macronutriente ed è anche l’unico dei macronutrienti tossico per l’organismo;

questo comporta 2 cose:

1. l’alcol non può essere conservato così com’è;
2. il suo metabolismo ha la precedenza su quello degli altri macronutrienti

Il metabolismo dell’alcol viene metabilizzato in  due modi difefrenti a seconda della sua quantità:

a. Quando è basso l’alcol segue la via dell’ADH (alcol deidrogenase) che lo converte in acetaldeide.

b. Un elevato livello di etanolo nel sangue attiva invece la via MEOs (acronimo per: Sistema Microsomiale dell’Ossidazione dell’Etanolo).

In entrambi i casi (al di là dei paroloni che ho usato) il risultato è comunque la trasformazione dell’alcol in acetato e, in seguito, in acetyl-CoA (immaginate che sia una specie di benzina delle cellule) che: o entra nel ciclo di Krebs (il ciclo di produzione energetica delle nostre cellule) e trasformato in acqua ed anidride carbonica (e quindi eliminato attraverso sudore, urine, feci, respirazione) o viene conservato nel tessuto adiposo come riserva energetica (infatti chi bene molto ha di solito anche grandi quantità di grasso e l’immancabile pancia con delle caratteristiche tipiche del bevitore).

L’alcol viene assorbito nello stomaco grazie ad un’elevatissima concentrazione di enzimi particolari (gli ADH di prima).

Ciò comporta che la rapidità del raggiungimento di un certo picco nel sangue dipenderà anche dalla quantità di cibo che si trova nello stomaco.
Quando una grande quantità di alcol raggiunge lo stomaco, farsi 6 birre medie (parlando di un malto semplice non doppio malto o rosse) una dietro l’altra ad esempio, la velocità di assorbimento tende a superare la capacità di distribuzione del nostro corpo andando letteralmente ad inondare di alcol le arterie e quindi il cervello; motivo per cui 4 bicchieri di vino intossicano più se bevuti in un’ora rispetto a sorseggiarseli in 4 ore.

L’alcol non ha una capacità di decadenza propria poichè il suo metabolismo è limitato dall’ADH (e questo lo differenzia dalle droghe vere e proprie) e quindi dalla possibilità di variazioni a seconda della concentrazione sia sua che degli enzimi; il DHT (ormone androgeno derivato del testosterone) ad esempio, influenza l’ossidazione dell’alcol e tende a aumentare l’intensità e la velocità di intossicazione (intossicazione = sbronza) poiché velocizza la distruzione degli enzimi ADH e rallenta la velocità con cui l’alcol viene smaltito e reso inerte dal corpo.

Un’importante differenza riguardo agli effetti dell’alcol sul sistema nervoso centrale la troviamo nel suo livello nel sangue: basse concentrazioni (da 3 a 7-8 drink) sembrano avere un certo effetto stimolante ed euforico mentre una concentrazione elevata porta ad effetti sedanti (la famosa botta di sonno che stende tutti gli ubriachi/e fradici/e…naturalmente dopo aver scatenato 8 risse, rotto le scatole ad almeno 300 ragazze/i, fatto impazzire tutti gli amici/e, aver vomitato 9 volte e per finire in bellezza farsi recuperare addormentati nei cessi del locale dove ci si trova dai misericordiosi compagni di serata…); resta quindi notevole il suo effetto sul sistema nervoso centrale a più livelli, i cui effetti sono i vari sintomi di sballo che si avvertono a seguito della sua assunzione.

E adesso vediamo cosa causa l’alcol nel nostro organismo al di là delle comunemente “conosciute”problematiche epatiche e pancreatiche (stenosi epatica, cirrosi, pancreatiti…) che derivano dal suo abuso  e che sono molto influenzate dalla massa corporea e da fattori differenti (tra cui anche il sesso della persona): Read the rest of this entry »

20 mag 2011

AVETE PRESENTE QUEL MALE CHE CAPITA DI SENTIRE 24/48 ORE DOPO L’ALLENAMENTO?

QUEL BRUCIORE CHE DI SOLITO VIENE GIUSTIFICATO CON: E’ COLPA DELL’ACIDO LATTICO !

BEH…NON E’ VEROOOOOOOOOOOO !!!!!!!

L’acido lattico è ingiustamente demonizzato come il risultato indesiderato di una persona poco allenata mentre:

1. viene smaltito dal corpo in un tempo che varia tra la mezz’ora (se fate defaticamento) e un’ora o due al massimo (se non fate defaticamento) ed è prodotto da tutti mentre ci alleniamo perchè è una conseguenza dell’esaurimento del sistema aerobico del muscolo quando viene portato a livelli molto alti: quindi allenato o non allenato non ha alcuna rilevanza se non nella differenza di smaltimento che per il meno allenato ha tempi più lunghi e più difficoltosi (con conseguente aumento dei tempi di recupero muscolare): e visti i tempi di smaltimento è chiaro che non ha alcuna interazione con i dolori muscolari che possono insorgere a seguito di un allenamento intenso;

2. provvede a ridurre il Ph del sangue che durante l’allenamento tende a aumentare (anche se non è il diretto interessato per questa regolazione ma collabora);

3. stimola la secrezione di Gh;

4. AUMENTA LA PRODUZIONE DEL GLICOGENO MUSCOLARE (le riserve energetiche dei muscoli) nella fase di supercompensazione muscolare (cioè quando il muscolo recepisce il messaggio che volete dargli con il vostro allenamento) per circa il 20% della sua quantità prodotta;

5. stimola la produzione di testosterone a livello del muscolo (testosterone attivo !!! perchè normalmente viene prodotto dai testicoli, ma quello nel circolo ematico è inattivato per oltre il 90% e arriva con grande difficoltà al tessuto muscolare) e di proteine (circa il 10% dell’acido lattico viene convertito in catene proteiche);

6. l’unico effetto esterno che sentiamo è l’affaticamento muscolare quando i suoi livelli nel sangue diventano troppo alti (è in questo caso che l’allenamento ha la sua influenza: maggiore è il livello di allenamento maggiore è il tempo che impiegheremo per raggiungere il full lattacidico e quindi lo stato di affaticamento muscolare) ;

7. non è un rifiuto del corpo ma è un prodotto che viene trasformato dal corpo, attraverso il fegato, in glucosio (circa il 5% della sua quantità prodotta) e usato direttamente dal cuore per produrre l’energia che gli occorre per funzionare in modo corretto;

8. il 65% dell’acido lattico viene convertito in acqua e anidride carbonica ed eliminato dalle vie urinarie, intestinali e respiratorie entro massimo tre ore dalla fine dell’allenamento;

Tutto questo perchè durante il lavoro muscolare intenso esiste un momento in cui il metabolismo aerobico non è più in grado di soddisfare le aumentare richieste energetiche; per questo motivo  viene attivata una via accessoria per la produzione di ATP chiamata meccanismo anaerobico lattacido. Tale fenomeno, pur sopperendo in parte la carenza di ossigeno, aumenta la quota di acido lattico prodotta che, a sua volta, eccede le capacità di neutralizzazione da parte dell’organismo. Il risultato di questo processo è un brusco incremento della quota di lattato presente nel sangue che, grossomodo, corrisponde  alla frequenza cardiaca di soglia anaerobica del soggetto che cambia con il grado di allenamento che la persona raggiunge durante il suo lavoro in palestra portando (come già descritto prima) il solo stato di affaticamento muscolare come effetto diretto.

 

E I DOLORI MUSCOLARI ALLORA?

I dolori che si avvertono nei giorni successi all’allenamento sono dovuti da:

1. microlesioni tessutali delle fibre muscolari;

2. dalla produzione di sostanze (che vengono definite alogene) prodotte dalla temporanea ischemia muscolare (ridotta perfusione sanguigna e di conseguenza temporanea mancanza di ossigeno cioè stato anaerobico) che stimolano i recettori del dolore : non dimentichiamoci che l’allenamento di massa ad esempio viene definito allenamento anaerobico a differenza di quello cardiaco che è aerobico QUINDI NON FATEVI SPAVENTARE DALLA PAROLA ISCHEMIA che ho usato prima…non solo non è patologica in questo caso, ma persino ricercata per il genere di allenamento che fate (o comunque i muscoli non crescerebbero);

3. microtraumi del tessuto connettivale e di quello tendineo e conseguenti infiammazioni dei tessuti muscolari per la loro riparazione;

4. un notevole aumento dell’apporto di sangue al muscolo che aumenta di parecchio i livelli di sensibilità del muscolo stesso;

tutte cose assolutamente “normali” di un allenamento intenso a livello muscolare che vi sta dicendo che avete lavorato in modo  più forte delle volte precedenti (se poi la volta precedente risale a qualche anno prima…allora si che saranno fiamme e scintille).

Molte volte l’apparire dei dolori muscolari è legato anche solo al cambiamento di un esercizio o dell’intensità dell’esercizio stesso (l’aumento dei carichi ad esempio o di tecnica di allenamento). I tempi di rientro di questi dolori non è un tempo eterno sia chiaro: appaiono tra le 24 e le 48 ore dopo lo sforzo e spariscono molte volte tra le 36/72 ore successive alla loro comparsa. Se questi tempi dovessero allungarsi troppo e persistere, non sottovalutateli perchè sono comunque indice di una infiammazione muscolare che si sta protraendo nel tempo e, in questo caso, sarebbe bene prendere precauzioni per evitare che la cosa possa divenire cronica: in questo caso il corpo sta indicandovi che probabilmente avete esagerato nel vostro allenamento o commesso qualche errore per cui potreste esservi fatti male.

In caso di comparsa di dolori muscolari prolungati (quindi che durano un tempo superiore alla settimana) comunicatelo all’istruttore, che provvederà a  indicarvi come comportarvi e, nel caso,  sospendere l’allenamento di quel gruppo muscolare per permettere che la riparazione avvenga nel modo migliore proprio perchè adesso sapete che l’acido lattico non ha alcuna complicità con questi dolori.

Ricordatevi sempre che i dolori muscolari da allenamento non sono MAI dolori che impediscono di allenarsi !!!

Quindi se dovessero manifestarsi dolori  a seguito di un allenamento (muscolari o articolari) che impediscono il lavoro in palestra  o il normale utilizzo di un arto (cioè quello che viene chiamato blocco funzionale), sospendete l’allenamento e  fatevi controllare da un medico.

 

 

28 apr 2011